lunedì 19 gennaio 2015

"L'arte di ascoltare i battiti del cuore" - Jan Philipp Sendker


Descrizione:
A Kalaw, una tranquilla città annidata tra le montagne birmane, vi è una piccola casa da tè dall'aspetto modesto, che un ricco viaggiatore occidentale non esiterebbe a giudicare miserabile. Il caldo poi è soffocante, così come gli sguardi degli avventori che scrutano ogni volto a loro poco familiare con fare indagatorio. Julia Win, giovane newyorchese appena sbarcata a Kalaw, se ne tornerebbe volentieri in America, se un compito ineludibile non la trattenesse lì, in quella piccola sala da tè birmana. Suo padre è scomparso. La polizia ha fatto le sue indagini e tratto le sue conclusioni. Tin Win, arrivato negli Stati Uniti dalla Birmania con un visto concesso per motivi di studio nel 1942, diventato cittadino americano nel 1959 e poi avvocato newyorchese di grido... un uomo sicuramente dalla doppia vita se le sue tracce si perdono nella capitale del vizio, a Bangkok. L'atroce sospetto che una simile ricostruzione della vita di suo padre potesse in qualche modo corrispondere al vero si è fatto strada nella mente e nel cuore di Julia fino al giorno in cui sua madre, riordinando la soffitta, non ha trovato una lettera di suo padre. La lettera era indirizzata a una certa Mi Mi residente a Kalaw, in Birmania, e cominciava con queste struggenti parole: "Mia amata Mi Mi, sono passati cinquemilaottocentosessantaquattro giorni da quando ho sentito battere il tuo cuore per l'ultima volta".

Citazioni:
"Possono le parole avere le ali? Possono catturarci e condurci in un altro mondo? Possono farci tremare, come le forze della natura fanno tremare la terra? Possono arrivare ad aprire le stanze più segrete della nostra anima?"

"Ci sono momenti in cui la vita cambia completamente il suo corso? In cui il mondo come noi lo conosciamo cessa di esistere? Momenti che ci fanno diventare di colpo diversi?
Forse l’istante in cui la persona amata confessa di amare un altro e ci abbandona?
Il giorno in cui muore nostro padre o nostra madre o il nostro migliore amico?
L’attimo in cui il medico ci dice che abbiamo un tumore al cervello? Oppure momenti cosi sono solo il punto di arrivo di un processo lento e non ci coglierebbero di sorpresa, se in precedenza avessimo preso sul serio ogni segnale di pericolo invece di ignorarlo? E poi, quegli istanti stravolgono davvero la nostra vita, o sono soltanto attimi di dolore o di ribellione, dopo i quali riprendiamo a vivere con le stesse abitudini, le stesse preferenze o repulsioni, le stesse paure e gli stessi impulsi, magari celati sotto altre vesti?
E se esistono, questi momenti di svolta, ne siamo consapevoli o riconosciamo il cambiamento che essi comportano solo molto tempo dopo, quando ci guardiamo indietro?"

"Ci sono ferite che il tempo non sana, ma che rende così piccole da consentirci, alla fine, di continuare a vivere."

"I nostri sensi amano ingannarci, e gli occhi sono i piu ingannevoli di tutti. Ci inducono ad avere troppa fiducia in loro. Crediamo di vedere quello che c'è intorno, ma quello che percepiamo è solo la superficie. Dobbiamo imparare a comprendere l'essenza delle cose, la loro sostanza, e per fare questo gli occhi ci sono più di impedimento che altro. Ci inducono a distrarci, e noi ci lasciamo abbagliare. Chi si fida troppo dei propri occhi trascura gli altri sensi, e non intendo solo le orecchie o il naso. Parlo di quell'organo che è dentro di noi e per il quale non c'è un nome. Chiamiamolo la bussola del cuore."


"Ci sono cose che le persone che vanno per il mondo su due piedi non possono capire. Credono che si possa vedere soltanto con gli occhi. E credono che le distanze si possano superare solo con i passi."

"Esiste solo una forza più grande della paura, l'amore."

"La vita è un dono da non disprezzare. Un dono pieno di enigmi, nel quale dolore e felicità sono inscindibilmente legati l'uno all'altra, e ogni tentativo di godere dell'una senza soffrire dell'altro è destinato a fallire."

"E’ strano, ma una confessione, una rivelazione non ha più alcun valore quando arriva al momento sbagliato. Se giunge troppo presto ci sconvolge, perché non siamo ancora pronti e non capiamo quanto valga. Se arriva troppo tardi, la chance è perduta: la diffidenza, la delusione, sono troppo grandi, la porta è chiusa. Ciò che dovrebbe avvicinare due persone, in entrambi i casi, finisce per accrescere la distanza."

“Perché vediamo solo quello che conosciamo. Siamo convinti che gli altri siano capaci di fare solamente ciò che sappiamo fare anche noi, nel bene e nel male. Per questo riconosciamo come amore solo quello che corrisponde all'immagine che ne abbiamo. Vogliamo essere amati come amiamo noi. Ogni altro modo ci è estraneo, lo guardiamo con sfiducia, ne fraintendiamo i segni, non capiamo la sua lingua. Accusiamo. Affermiamo che l'altro non ci ama. E invece forse ci ama in un modo tutto suo, che noi non conosciamo.”

Voto: 5/5

La mia opinione:
Libro stupendo, perfetto; uno di quelli che non si dimenticano e che cambieranno la percezione del mondo che vi circonda. Una storia struggente, romantica, poetica e delicata che parla di amore assoluto al di sopra del tempo e dello spazio, di antiche tradizioni e credenze in un luogo incantevole e misterioso come la Birmania dei primi del '900. Finale triste ma perfetto, corredato da un lieto colpo di scena. Impossibile non amare una storia così! E una volta terminato...chiudete gli occhi...e provate a sentire...con l'udito ma soprattutto con il cuore.

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