giovedì 12 aprile 2018

"Basta un attimo" - Michela Tilli


Descrizione:
A Milano è un freddo sabato di ottobre. Miriam è appena rientrata a casa. Si sente stranamente turbata, inquieta. Non sa spiegare quella strana sensazione alla bocca dello stomaco. Sa solo che la donna che ha intravisto di sfuggita al supermercato è la sua vecchia amica Elena. Ne è sicura. Anche se è passato tanto, troppo tempo dall’ultima volta che si sono viste. Da quella tragica domenica di quindici anni prima che ha cambiato la loro vita per sempre. Perché da allora niente è stato più come prima. Quella profonda amicizia che legava le due donne e i loro mariti si è spezzata e non c’è stato modo di ricucirla. Ma adesso Elena ha deciso di tornare. Di rientrare nella vita di Miriam e della sua famiglia. Forse per la nostalgia di quel legame che non esiste più. Forse per riprendersi quello che le è stato ingiustamente tolto. A poco a poco, giorno dopo giorno, si avvicina sempre di più a quell’amica diventata ormai una sconosciuta, e soprattutto a sua figlia Lucia. Questa splendida diciassettenne non ha idea di chi sia Elena. Eppure è inspiegabilmente attratta dal fascino di quella donna venuta dal passato che le promette una libertà insperata, più grande di quella che ha mai conosciuto finora. Più grande di quella che le ha mai concesso la madre, troppo apprensiva. Quando Miriam scopre che Lucia ha cominciato a frequentare la casa di Elena a sua insaputa, fa appello a tutto il suo coraggio di madre premurosa e attenta. Non può permettere che succeda qualcosa a sua figlia. Per niente al mondo. Ed è pronta a difenderla con ogni mezzo. Anche a confessare quella colpa che le grava da anni sul cuore.

Citazioni:
"Era un freddo sabato d'ottobre e il cielo gonfio pesava sui tetti. La cima del cedro, sbattuta da improvvise folate di vento, inusuali da quelle parti, si piegava verso le finestre."

"Si appoggiò a un grosso platano che torreggiava in una delle piccole aiuole tra le macchine e chiuse gli occhi. Conosceva quello stato, quel modo silenzioso che il suo corpo aveva di gridare. Sotto le dita la corteccia del platano era fresca e liscia. Si sfogliava al tocco, lasciandole piccole squame sulle mani, e nelle spaccature rivelava il legno tenero giallo e pulito. Le venne voglia di farsi tutt’uno con la pianta, sprofondare in un mondo senza coscienza, essere albero e nello stesso tempo terra e cielo attraverso le linee slanciate dei rami.

Voto: 3/5

La mia opinione:
Un romanzo che definirei psicologico, perchè incentrato quasi esclusivamente sui vari stati d'animo, riflessioni e confessioni dei protagonisti, accomunati da un passato difficile da dimenticare. Non sono entrata molto in sintonia con la protagonista Miriam, una donna inadeguata e a tratti incomprensibile, ma ho apprezzato molto le descrizioni evocative ed emozionanti della storia.

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